Ferrari, testa bassissima e lavorare duramente

Copertina Tifoblog rubrica Francesco Lenti Formula Uno

Ferrari: tutto da rivedere

Il pessimo avvio della stagione 2025 della Scuderia di Maranello impone un grande sforzo da parte di tutto il team per rimettersi in carreggiata per rispetto ai tifosi e al blasone.

Ferrari SF25, un potenziale ancora tutto da estrarre, tanti problemi

Sin dai test in Bahrain, la SF-25 non aveva eccelso in nessuna condizione, pagando il fatto di essere un progetto acerbo. Dal momento che la nuova nata del Cavallino si presentava diversa rispetto alle monoposto che l’avevano preceduta, in molti avevano predetto un inizio di stagione all’insegna della comprensione del pacchetto. Certamente, nessuno si aspettava che, dopo due gare e una sprint, il team diretto da Vasseur stazionasse in una mediocre quinta posizione nel mondiale costruttori a pari punti con la Williams, frutto di un magro bottino con appena 17 punti raccolti. In Cina, per la prima volta nella sua storia, la Ferrari ha visto le proprie monoposto escluse dalla classifica finale per effetto di una doppia squalifica (Leclerc per essere risultato sottopeso, Hamilton per un eccessivo consumo del fondo vettura) ma qui si innestano i motivi tecnici all’origine dei mali della Rossa. La doppia squalifica rafforza il sospetto che la SF-25 pecchi nella gestione delle altezze da terra. I dubbi si erano già sollevati in Australia, quando, per giustificare il crollo di prestazione dal venerdì, si era pensato che Ferrari avesse dovuto sollevare la vettura per prevenire l’eccessivo consumo del fondo. Contrariamente a quanto si possa pensare, il problema non risiede tanto nel nuovo concetto di sospensione anteriore adottato, quanto piuttosto al retrotreno, in particolare la disposizione dei braccetti esterni e degli elementi interni della sospensione posteriore (che non è mutata rispetto allo scorso anno, rimanendo fedele allo schema a tirante) andando tuttavia ad incidere sul rapporto tra cambio, sospensione e ruote. Il tutto comporta un problema con le altezze da terra, provocando un innalzamento della monoposto con conseguente perdita di carico aerodinamico e di prestazione.

Un durissimo lavoro per la Ferrari fino ad Abu Dhabi, evitando le chiacchiere

La grande quantità di mole di dati raccolti nei primi due weekend della stagione dovrebbero aver chiarito le idee su quali aree della monoposto intervenire per uscire dal pantano tecnico. La doppia squalifica rimediata a Shanghai, peraltro nel gran premio numero 1100 della storia della Ferrari, rappresenta un’onta che non sarà cancellata tanto presto.
Il team ha dimostrato una capacità di reazione negli ultimi due anni, sia con la sbilenca SF-23, sia con la buona SF-24.
Il cambio di filosofia è stato frutto di scelte progettuali certamente ben ponderate se è vero che con la SF-24 si era arrivati al limite dello sviluppo, anche se è innegabile che la tempistica lascia molto perplessi dal momento che siamo nell’ultimo anno di questo regolamento a effetto suolo.
Ma indipendentemente da ogni discorso tecnico, in questa sede si può soltanto auspicare che i tecnici e gli ingegneri di Maranello sappiano dove intervenire sulla SF-25, correggendone i difetti e le problematiche.
In tutto questo, per tenere fede ai proclami invernali e rispettare il blasone della scuderia, tutti i membri della Gestione Sportiva (da Vasseur all’ultimo dei magazzinieri) devono rimboccarsi le maniche e lavorare giorno e notte per risalire la china, potendo contare sul nuovo simulatore e su modelli di calcoli CFD sofisticati, oltre a godere di un lauto ingaggio.
Adesso, tutti i discorsi relativi alla lotta per la vittoria, al titolo mondiale, ecc… devono rimanere fuori dalla Scuderia e concentrarsi unicamente sul come rendere al meglio la monoposto. La stagione è appena iniziata, il team ha l’obbligo e il dovere di lavorare durissimamente fino ad Abu Dhabi, anche se solo per provare a vincere una sola gara, a costo di sacrificare l’avvio della stagione 2026….